A 25 anni dalla scomparsa di Lucio Fulci (13 marzo 1996) la domanda rimane una: meglio i suoi thriller o i suoi horror? Rimane un grande cineasta Lucio Fulci, “regista di genere” apprezzato in tutto il mondo. Tra musicarelli, film con Franco e Ciccio, western e altri filoni Fulci , nato a Roma il 17 giugno 1927, trovò con il thriller e soprattutto con l’horror il favore di tanti spettatori e l’apprezzamento della critica, se pur non tutta. E’ impossibile fare una “classifica” oggettiva dei film del regista: i film favoriti variano molto a seconda degli estimatori dei due generi, il giallo e l’orrore. Magari l’ordine non sarà gradito a tutti ma questi 11 sono per noi i migliori in assoluto, gli essenziali. Si può anche concordare sul fatto che il suo miglior western sia quello che trovate nella lista ma non è male nemmeno Le colt cantarono la morte e fu… tempo di massacro. Altri film di paura da menzionare sono Manhattan baby e Un gatto nel cervello, mentre per quanto riguarda gli altri generi Luca il contrabbandiere e Beatrice Cenci. Girò anche film appartenenti al genere dalla commedia sexy. Per molti fu un maestro: vi consigliamo il film documentario di Simone Scafidi presentato al Festival di Venezia 2019 da poco uscito in DVD e Blu-ray e in onda proprio stasera su SKY Arte, Fulci For Fake. Inseriamo nella lista de IL SORPASSO un illuminante contributo di Federica Cresci.

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10) Black cat Ex Equo Una sull’altra / Perversion story (1969)

9) I quattro dell’Apocalisse / Four of the Apocalypse (1975)

8) La lucertola con la pelle di donna / A lizard in a woman’s skin (1971)

Negli anni ‘ 90 si avviò il processo di rivalutazione di Fulci (attraverso siti Internet, fanzine, tesi di laurea, retrospettive), anche grazie ad acclamati registi e autori internazionali che non perdevano occasione per citarlo tra i loro maestri (Sam Raimi – vedi i frames di Spiderman qui sotto – Quentin Tarantino, John Carpenter, Wes Craven, Clive Barker). Insomma, il regista romano sembrava seguire le sorti di un altro suo omologo rivalutato post mortem, Mario Bava, le cui opere suscitarono, in origine, l’ammirazione di una ridotta schiera di amanti dell’horror e che oggi è insignito del titolo di maestro del genere. Quella rivalutazione, ancora in corso, Lucio Fulci la meritava tutta.

Egli, infatti, ha svolto un ruolo importante nell’avventurosa storia del cinema italiano. Non ha fatto parte delle vicende alte e celebrate del cinema d’autore, ma si è collocato piuttosto in quella zona autarchica, fantasiosa e spregiudicata che è stata rappresentata dal cosiddetto “cinema di consumo”. E si è inserito in quel cono d’ombra consapevolmente, con smaliziato senso umoristico. Non è mai stato un pedissequo imitatore o uno squallido epigono. Nella video intervista curata da Antonietta De Lillo e Marcello Garofalo La notte americana del dottor Lucio Fulci (1994), si definiva un “terrorista dei generi” (e un volume dedicato a Fulci, di Paolo Albiero e Giacomo Cacciatore, si intitola proprio così, Il terrorista dei generi). Il suo cinema, infatti, si può definire oltranzista: un cinema che va oltre i generi, un cinema visionario, destabilizzante, sconveniente, non omologabile. Non era un semplice mestierante che seguiva la moda e un sicuro guadagno, ma un regista abile e coerente, con una precisa poetica, rintracciabile in tutti i suoi lavori.

Il primo Fulci era molto diverso dall’autore che diventerà oggetto di culto: era stato sceneggiatore e aiuto regista per alcuni film di Steno o con protagonista Totò, autore di canzoni di Adriano Celentano (“Ventiquattromila baci”, “Il tuo bacio è come un rock”), regista di film musicali, con protagonisti i più noti cantanti italiani degli anni sessanta, da Fred Buscaglione a Celentano (“Urlatori alla sbarra”, “I ragazzi del juke box”, “Uno strano tipo”), regista di numerosi film comico-demenziali con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Anche quando non aveva ancora sconfinato nel cinema dell’orrore, però, era già scomodo, estremo e ribelle. Ad esempio in Beatrice Cenci, film storico datato 1969, descrive una Roma sordida, dominata dallo strapotere del papa, dove un fattaccio di cronaca diviene specchio della società. Il film fu definito maledetto, satanico (conteneva tra l’altro delle realistiche e sanguinose scene di tortura), e in Italia non ebbe alcun successo. Anche un film popolare, All’onorevole piacciono le donne (1970) con Lando Buzzanca, denota una grande volontà di ribellione. Fu sequestrato per oscenità e impietosamente tagliato, ma non per le scene di nudo bensì per il contenuto polemicamente politico… Zanna bianca (1973) e Il ritorno di Zanna bianca (1974) sono due film disneyani, ma con in più un elemento tipico del cinema di Fulci: la crudeltà. Zanna Bianca è un animale antropomorfo, che soffre le pene dell’uomo, un perdente che lotta contro le cattiverie degli uomini. E avevano il tipico segno estremo anche i suoi western, girati in piena crisi del genere, come I 4 dell’Apocalisse e Le colt cantarono la morte e fu tempo di massacro. Il primo fu vietato ai minori per le scene di eccessiva violenza, il secondo nascondeva dietro la cornice western una storia psicanalitico-artaudiana.

Nei thriller, altro genere in cui Fulci si è distinto, merita di essere citato Non si sevizia un paperino (1972), giallo all’italiana innovativo per l’ambientazione (il profondo Sud) e le tematiche: l’ignoranza popolare, le tarantolate, la magia e la religione, il prete assassino; la storia narra di feroci delitti compiuti su dei fanciulli ad opera di un giovane prete, reso folle dall’ossessione del peccato che avrebbe presto contaminato la loro purezza. Ma sarà l’horror il genere dove Lucio Fulci avrà il destino di primeggiare, con 14 pellicole che lo renderanno un maestro, da Zombi 2 (1979) a Le porte del silenzio (1992), una serie di film improntati ad una visione del mondo sadica, violenta e perversa, a suo modo coerente, ove è riuscito a imporre uno stile personale e riconoscibile. Egli si è così pienamente rivelato come un autore singolare ed eccessivo, che ama mostrare l’orrore in tutta la sua terribile forza, accomunandosi a registi del fantastico d’oltreoceano come Tobe Hooper, Wes Craven e George Romero. Federica Cresci

7) Lo squartatore di New York / The New York ripper (1982)

6) Quella villa accanto al cimitero / The house by the cemetery (1981)

5) Sette note in nero / The Psychic (1977)

4) Zombi 2 / Zombie (1979)

3) Paura nella città dei morti viventi / City of living dead (1980)

2) Non si sevizia un paperino / Don’t torture a duckling (1972)

1) …e tu vivrai nel terrore! L’aldilà / The beyond (1981)

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Con Lucio Fulci collaborò per il make-up e gli effetti Giannetto De Rossi, in film come Quella villa accanto al cimitero, L’aldilà, Zombi 2. Alcune locandine dei suoi film vennero realizzate dall’illustratore Enzo Sciotti (i primi due citati, Manhattan baby, Un gatto nel cervello). Entrambi gli artisti sono deceduti a Roma l’11 aprile 2021 all’età di 78 e 77 anni.

LUCIO FULCI FILMOGRAFIA / FILMOGRAPHY

  • I ladri (1959)
  • I ragazzi del Juke-Box (1959)
  • Urlatori alla sbarra (1960)
  • Colpo gobbo all’italiana (1962)
  • I due della legione (1962)
  • Le massaggiatrici (1962)
  • Uno strano tipo (1963)
  • Gli imbroglioni (1963)
  • I maniaci (1964)
  • I due evasi di Sing Sing (1964)
  • 00-2 agenti segretissimi (1964)
  • I due pericoli pubblici (1964)
  • Come inguaiammo l’esercito (1965)
  • 00-2 Operazione Luna (1965)
  • I due parà (1965)
  • Come svaligiammo la Banca d’Italia (1966)
  • Le colt cantarono la morte e fu… tempo di massacro (1966)
  • Come rubammo la bomba atomica (1967)
  • Il lungo, il corto, il gatto (1967)
  • Operazione San Pietro (1967)
  • Una sull’altra (1969)
  • Beatrice Cenci (1969)
  • Los Desperados (1969) co-diretto con Julio Buchs
  • Una lucertola con la pelle di donna (1971)
  • Nonostante le apparenze… e purché la nazione non lo sappia… All’onorevole piacciono le donne (1972)
  • Non si sevizia un paperino (1972)
  • Zanna Bianca (1973)
  • Il ritorno di Zanna Bianca (1974)
  • I quattro dell’apocalisse (1975)
  • Il cav. Costante Nicosia demoniaco ovvero: Dracula in Brianza (1975)
  • La pretora (1976)
  • Sette note in nero (1977)
  • Sella d’argento (1978)
  • Zombi 2 (1979)
  • Luca il contrabbandiere (1980)
  • Paura nella città dei morti viventi (1980)
  • Black Cat (Gatto nero) (1981)
  • …E tu vivrai nel terrore! L’aldilà (1981)
  • Quella villa accanto al cimitero (1981)
  • Lo squartatore di New York (1982)
  • Manhattan Baby (1982)
  • Conquest (1983)
  • I guerrieri dell’anno 2072 (1984)
  • Murderock – Uccide a passo di danza (1984)
  • Il miele del diavolo (1986)
  • Aenigma (1987)
  • Quando Alice ruppe lo specchio (1988) Home Video
  • Sodom’s ghost Il fantasma di Sodoma (1988) Film TV (terminato da Mario Bianchi)
  • Zombi 3 (1988, terminato da Bruno Mattei e Claudio Fragasso)
  • Hansel e Gretel (1988) di Giovanni Simonelli (non accreditato)
  • La dolce casa degli orrori (1989) Film TV
  • La casa nel tempo (1989) Film TV
  • Demonia (1990)
  • Un gatto nel cervello (1990)
  • Voci dal profondo (1991)
  • Le porte del silenzio (1991)

Cortometraggi Documentari

  • Pittori italiani del dopoguerra (1948)
  • Il sogno di Icaro (1948)
  • Una lezione di sistema con Fulvio Bernardini (1948)
  • Pittori di provincia (I macchiaioli) (1953)
  • Tecnica della regata (1978)