Altro capitolo sul decennio di cinema italiano appena trascorso. Grazie al supporto di una variegata schiera di giornalisti, critici e studiosi di cinema Il Sorpasso ha potuto stilare questa graduatoria. Se la lista che segue può essere considerata parecchio attendibile il merito è di: Stefano Amadio (direttore di Cinemaitaliano.info), Luca Baroncini (Gli spietati, Cinema In Sala pag. FB), Luca Biscontini (Taxi Drivers), Marianna Cappi (MyMovies), Lisa Cecconi (Mediacritica), Stefano Coccia (Cineclandestino, Taxi Drivers), Marco Compiani (PointBlank, Gli spietati), Stefania Covella (Fabrique du Cinéma), Federica Cremonini (Cinematographe), Mirko D’Alessio (BadTaste), Emanuele Di Nicola (Gli spietati, Cineforum), Andreina Di Sanzo (PointBlank), Simone Emiliani (Sentieri Selvaggi), Claudio Fabretti (OndaCinema, OndaRock), Nicola Falcinella (L’Eco di Bergamo, Osservatorio Balcani Caucaso), Michele Favara (Gli spietati), Pietro Ferraro (Cineblog, UniversoCinema), Aldo FittanteGabriella Gallozzi (Bookciak Magazine), Marcello Garofalo (Ciak), Marco Giusti (Stracult, L’Espresso), Chiara Guida (Cinefilos), Massimo Lastrucci (Ciak, Cineforum), Luca Liguori (direttore di Movieplayer), Luigi Locatelli (Nuovo Cinema Locatelli), Dario Magnolo (Il Sorpasso), Roberto Manassero (Cineforum, FilmTV), Sara Martin (FilmTV, Blow Up), Jacopo Mazzarella (FilmTV, ViviMilano – Corriere della Sera), Roy Menarini (Cinefilia Ritrovata, Roymenarini.it ) Giona A. Nazzaro (FilmTV, Il Manifesto), Gabriele Niola (BadTaste, Wired), Luca Pacilio (Gli spietati, FilmTV), Mattia Pasquini (Amica.it, Film.it), Maurizio Porro (Il corriere della sera), Carlo Prevosti (Cinequanon), Niccolò Rangoni Machiavelli (Gli spietati), Emanuele Rauco (Rivista del cinematografo, Il sussidiario), Emanuele Sacchi (FilmTV,  MyMoviesMariangela Sansone (Cineforum, Uzak), Roberto Silvestri (Hollywood Party, FilmTV), Boris Sollazzo (Radio 24, Ciak), Davide Stanzione (Best Movie, LongTake), Davide Turrini (Il Fatto Quotidiano), Assunta Urbano (Scè-Spettacoli Cultura Eventi, Exitwell), Giancarlo Usai (OndaCinema), Giacomo Zanon (Taste of cinema, La settima arte). A loro tutta la gratitudine de Il Sorpasso Cinema per aver aderito calorosamente all’iniziativa donandoci un meditato giudizio e un prezioso punto di vista.


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Gabriele Mainetti dirige Luca Marinelli e Claudio Santamaria

I migliori esordi italiani (2010 – 2019)

Un decennio di rilancio del cinema italiano, caratterizzato da commedie intelligenti e divertenti e una seria valorizzazione del cinema di genere. Alcuni attori e attrici hanno deciso, ad età matura, di passare dietro la macchina da presa; altri più giovani e meno esperti dopo una serie di cortometraggi o documentari hanno esordito con mano sicura nel lungometraggio. Nel decennio precedente si chiamavano Pietro MarcelloValerio MieliGianni Di Gregorio e Daniele Vicari (vedi i migliori film 2000-2009), scopriamo ora i nomi del presente e del futuro.

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1) Lo chiamavano Jeeg Robot – Gabriele Mainetti 2015 

Un film che, amato o bistrattato, ha segnato il decennio. Dopo alcuni cortometraggi a base di eroi dei cartoni animati (Basette, Tiger Boy), Gabriele Mainetti racconta una storia d’amore fra superpoteri e supercattivi nella provincia degradata di Roma. E oggi i produttori spalancano gli occhi su nuovi orizzonti.  Memorabile Luca Marinelli nei panni dello Zingaro, diventato persino un meme. Raro cult italiano non di nicchia.

2) La terra dell’abbastanza – Damiano e Fabio D’Innocenzo 2018 

Dal nulla giungono due fratelli gemelli, con un debutto tra i più acclamati degli ultimi anni (Nastro D’Argento per il miglior esordio). Damiano e Fabio D’Innocenzo arrivano al cinema dalla passione per l’arte e la narrativa, scrivendo da soli il loro film:  “Volevamo raccontare com’è maledettamente facile assuefarsi al male” hanno dichiarato. A fine mese saranno in concorso alla Berlinale con Favolacce, con  Elio Germano.

3) Smetto quando voglio – Sydney Sibilia 2013 

Dopo un apprezzato e non troppo breve cortometraggio (Oggi gira così) ecco che il giovane Sydney Sibilia gira una delle commedie più riuscite degli ultimi anni e manco fosse a Hollywood ne tira fuori anche due sequel (Masterclass e Ad Honorem). Merito anche dell’amico regista Matteo Rovere che lo aiuta a produrre un film che unisce il precariato alla serie TV di culto Breaking Bad.

4) Miele – Valeria Golino 2013 

La protagonista femminile di Rain Man (1988) ha aspettato molto per passare dietro la macchina da presa ma bisogna dire che davanti al primo film di Valeria Golino non si resta indifferenti. Una storia che parla di morte senza mai mostrarla, un film intenso e una brava Jasmine Trinca, che si fa chiamare Miele mentre aiuta segretamente alcuni malati terminali a salutare il mondo terreno.

5) L’intervallo – Leonardo Di Costanzo 2012 

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Dal documentario arriva al lungometraggio di finzione Leonardo Di Costanzo, classe 1958 e originario di Ischia. Ed è subito David di Donatello come esordiente. Film delicato con protagonisti adolescenti (15 e 17 anni) che si nutre dell’attesa per le loro sorti, dato che lei ha fatto uno sgarro a un capocamorra. L’indagine del regista sulla malavita partenopea continua con l’iperrealismo de L’intrusa (2017).

6) Corpo celeste – Alice Rohrwacher 2011 

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Seconda donna alla regia tra questi esordi cinematografici, risalente al 2011. Alice Rohrwacher è la sorella di Alba (che qui non compare) con cui lavorerà nei successivi e apprezzatissimi Le meraviglie e Lazzaro felice. La matrice autoriale c’era già (Nastro d’Argento per il miglior esordio) ma gli altri due film le valgono il Grand Prix Speciale della Giuria e il premio per la  sceneggiatura alle edizioni di Cannes 2014 e 2018.

7) Bangla – Phaim Bhuiyan 2019

Ecco il più giovane di tutti, nato nel 1995 a Roma : Phaim Bhuiyan, bengalese di Torpignattara  (uno dei quartieri più multietnici d’Italia, ovviamente nella capitale) scrive – con Vanessa Picciarelli – dirige e interpreta questa commedia sentimentale semi-autobiografica con garbo e leggerezza. Produce Fandango.  Forse un po’ sopravvalutato ma ha freschezza da vendere e i personaggi funzionano.

8) Sulla mia pelle – Alessio Cremonini 2018 

Uno dei film-caso dell’anno (2018) racconta le ultime ore di vita di Stefano Cucchi, morto nel 2009 sotto custodia cautelare. Caso cinematografico perché distribuito da Netflix ma presente a Venezia e caso di debutto singolare poiché Alessio Cremonini aveva diretto un film mai distribuito (Border, 2013). Questo non gli ha impedito di vincere il David di Donatello come regista esordiente. Scritto con l’esordiente Lisa Nur Sultan.

9) Vergine giurata – Laura Bispuri 2015

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Ecco la terza donna al debutto nel cinema che, secondo il parere della nostra schiera di esperti, gira una delle migliori opere prime del decennio. Laura Bispuri vince nel 2010 il David con il corto Passing Time e poi cuce addosso ad Alba Rohrwacher l’incredibile personaggio di questo film, che porta alla Berlinale. Stesso iter per il suo secondo lungometraggio, Figlia mia, sempre con la Rohwacher e questa volta con Valeria Golino.

10) Ride – Valerio Mastandrea 2018

Dal Maurizio Costanzo Show alla regia cinematografica il passo è stato lunghissimo. Accantonato il progetto su Zerocalcare (preso in mano da Emanuele Scaringi e diventato La profezia dell’armadillo),  Valerio Mastandrea uno degli attori simbolo del cinema italiano odierno – debutta insieme alla compagna Chiara Martegiani con un’opera davvero singolare e di sottile ironia. Ne vedremo altri? Questo promette bene.

11) La mafia uccide solo d’estate – Pif 2013 

Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, arriva al cinema da un lungo percorso come conduttore televisivo. Da questa simpatica, intelligente ed originale commedia è derivata la serie TV omonima. L’autore ci riprova con In guerra per amore (2016) e poi si lascia dirigere da Daniele Luchetti in Momenti di trascurabile felicità (2019).  Non solo i premi per l’esordio (Nastro e David), il film è la migliore commedia europea agli EFA.

12) Il cratere – Luca Bellino / Silvia Luzi 2017 

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In questo esordio, una regia a quattro mani, due sono quelle di una donna. La coppia di registi, Luca Bellino e Silvia Luzi,  viene dal documentario e questa loro opera prima ha partecipato a diversi festival ma è poco nota. Racconta di un venditore ambulante campano ossessionato dal talento canoro della figlia, che prova a lanciare come cantante nonostante la giovane non ne sia molto convinta.

13) La città ideale – Luigi Lo Cascio 2012

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Attore bravo quanto schivo, il palermitano Luigi Lo Cascio ha attraversato vent’anni di cinema italiano tra grandi e piccoli ruoli, imponendosi come interprete di indiscutibile qualità. A 45 anni debutta alla regia di questo film, da lui scritto e interpretato: un architetto ecologista si trasferisce a Siena e rimane coinvolto in intricate faccende. Ad oggi rimane la sua unica prova in questo ruolo.

14) Et in terra pax – Matteo Botrugno / Daniele Coluccini 2010 

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Un’altra coppia di registi che ha alle spalle una gavetta fatta di cortometraggi. Marco torna nella periferia di Roma dopo essere stato in prigione per spaccio di droga. La moglie lo respinge mentre i suoi vecchi amici vogliono coinvolgerlo nuovamente nel traffico di cocaina. Crimine e violenza metropolitana prima dei successi seriali di Gomorra e Suburra. Matteo Bortugno e Daniele Coluccini nel 2017 girano Il contagio.  

15) Zoran, il mio nipote scemo – Matteo Oleotto 2013 

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Matteo Oleotto (nato a Gorizia il 16 marzo 1977) si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia nel 2005 e gira dei corti. Zoran, piccolo cult che gli è valso il Globo d’oro come regista esordiente, è ambientato dalle sue parti e narra di un corpulento ubriacone (Giuseppe Battiston) alle prese con l’arrivo inaspettato di un nipote tanto introverso quanto colto.  Nel 2019 Oleotto ha curato la regia della serie TV Volevo fare la rockstar.

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Luca Bellino e Silvia Luzi
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Phaim Bhuiyan

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