Ci sono 18 regali in questo film, anche se ne vediamo pochi, e il diciannovesimo ce lo fa il regista, Francesco Amato. Il film è un detonatore di cariche emozionali disseminate come mine nell’intreccio che esplodono sottopelle quando meno te l’aspetti. Il pericolo di un campo minato era proprio quello, all’inverso, di cadere nei tranelli di un film del genere. Una storia vera emersa dalla cronaca, una madre e una figlia che non hanno potuto vivere le loro vite insieme, un padre rimasto solo con questi regali che ogni anno rimarcano la perdita di una donna speciale, il tumore, la nascita, la morte, il lutto, i ricordi strappati via sul nascere. Sono solo alcune delle cose che potevano portare a un altro tipo di opera, forse patetica. 18 regali è invece un film strappa lacrime in senso assolutamente positivo, grazie al lavoro intelligente, sensibile e fantasioso fatto a monte dal regista e dagli sceneggiatori. In questo caso la creatività, l’espressione artistica, modellano una realtà triste e infame per trarne godimento intellettuale, emotivo e persino estetico (grazie ai visual effects ma non solo). E’ un caso riuscito di film d’autore mainstream, quei film “per tutti” che però toccano ogni singolo spettatore in modo diverso a seconda della sensibilità. La storia impossibile di due donne che coinvolgerà maggiormente il pubblico femminile, sia figlie che madri. La visione della pellicola è un corto circuito emozionale che Amato crea con le sue magnifiche attrici (prima si pensa a quanto sia brava e disinvolta Benedetta Porcaroli, poi se si sia mai vista una Vittoria Puccini così intensa e travolgente) ma anche con un sorprendente Edoardo Leo – spiazzato da nascita e morte contemporanee – che ci aveva già convinti con La Dea Fortuna di Ferzan Ozpetek. Un film che grazie alla magia del cinema – sulla scia di Peggie Sue si è sposata e persino Ritorno al futuro –  regala sorprese ed emozioni, un’opera psicanalitica che ci fa riflettere su come ci si trovi sempre impreparati davanti alle tragedie che il destino riserva e su come si possano affrontare contando essenzialmente su noi stessi, analizzando la realtà, elaborando i sentimenti, tenendo nel cuore quel poco che conta nella vita ovvero ciò che ci donano gli esseri umani a noi più cari. Tutto ciò al fine di guardare al futuro e riscoprire la gioia di vivere che vibra in ogni piccola cosa.

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