Guy Ritchie dirige la versione live-action di Aladdin, al cinema dal 22 maggio 2019.

Will Smith è irresistibile nei panni del Genio di Aladdin

Erano i primi anni ’90 quando veniva distribuito al cinema Aladdin, considerato il 31esimo classico dell’universo Disney. All’epoca la casa di produzione era in rilancio grazie ai successi de La Bella e la Bestia e de La Sirenetta e sono bastate pochissime settimane per far sì che bambini e ragazzi di tutto il mondo si innamorassero della favola del ladro gentiluomo capace di conquistare la principessa Jasmine e di liberare Agrabah dalla minaccia di Jafar: la factory d’animazione era in rilancio

Adesso, a distanza di ventisette anni, Aladdin non poteva non rientrare tra i film d’animazione Disney rielaborati in chiave live-action. Ed ecco quindi che dopo Il Libro della Giungla, Maleficent, La Bella e la Bestia, Dumbo e Cenerentola, saranno proprio Aladdin e Jasmine, interpretati per l’occasione da Mena Massoud e Naomi Scott a prendere di nuovo vita sul grande schermo, attraverso la regia di Guy Ritchie (che finalmente potrà buttarsi alle spalle il flop di King Arthur). A loro si aggiunge Will Smith per il ruolo del Genio, Marwan Kenzari per Jafar e Navid Negahban per il Sultano. Non manca poi Nasim Pedrad a cui viene invece affidato lo spassosissimo ruolo di Dalia, ancella di Jasmine.

Un cast che in un primo momento ha fatto discutere (come è accaduto per ogni live-action, a testimonianza di quanto siano alte le aspettative nutrite dai fan della Disney) ma che invece, adesso possiamo confermarlo, ha saputo benissimo rimanere fedele alle caratteristiche dei vari personaggi, a cominciare da Mena Massoud che, con il suo sorriso sornione ed i suoi lineamenti egiziani, risulta essere un Aladdin credibilissimo. Non tutti erano convinti, poi, della scelta legata al Genio: Will Smith è amatissimo da tutti, questo si sa, ma alcuni non riuscivano a rivedere in lui il personaggio più iconico dell’intero film. Queste stesse persone dovranno però ricredersi perché, durante la visione di Aladdin, lo spettatore si ritrova ad essere travolto da tutta l’energia e la vitalità tipica dell’ormai ex principe di Bel Air, al suo apice nel momento dell’ingresso ad Agrabah, tra le scene più belle di sempre per colori, musiche e fastosità.

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Si canta e si balla con la colonna sonora di Aladdin

Il punto di forza di Aladdin, da sempre, è senza dubbio la colonna sonora: intere generazioni, nel corso degli anni, hanno imparato a conoscere e cantare a memoria brani come Un amico come me o Il principe Alì, in questo caso modificati in piccole parti di testo ma comunque quasi del tutto fedeli alla versione originale. E che dire poi di Il mondo è mio, brano d’amore che rientra di diritto tra i più amati di tutta l’era Disney e riproposta anche al di fuori dell’ambiente cinematografico? Una specie di Let it Go del vecchio secolo, un tormentone impossibile da non cantare a gran voce durante la visione del live-action.

Aladdin ci mette poi di fronte ad una realtà: i villain, da che mondo è mondo, dovrebbero essere almeno un gradino meno belli rispetto all’eroe buono dei film, così come in fondo lo era Jafar nel cartone del 1992. Invece, anche in questo live-action si sceglie di affidare il ruolo del cattivo ad un attore affascinante, che di difettoso ha forse soltanto l’arcata inferiore dei denti (si scherza). Il ragazzo interpretato da Mena Massoud rappresenta invece il diamante grezzo a cui il film fa riferimento sin dalle primissime sequenze. Tra sabbia e magia la camera fa quasi fatica a star dietro alle sue corse e alle sue acrobazie tra i caratteristici vicoli di Agrabah. I profumi d’Oriente che, scena dopo scena, quasi si riescono a percepire attraverso lo schermo, accompagneranno la giovane Jasmine alla scoperta del mondo e del vero amore, realtà a lei sconosciute sino a quel momento. “Questa voce nessuno la spegne“, canta la principessa nel brano che rappresenta quasi un inno femminista ed un invito a non sottomettersi mai alle alle imposizioni altrui.

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Aladdin rappresenta un po’ la versione animata di Notting Hill: lui è nobile d’animo, un ultimo tra gli ultimi, costretto a rubare per sopravvivere (seppur arrivi più volte a privarsi del poco cibo raccolto per saziare bambini e famiglie che hanno ancora più fame di lui). Un incontro fortuito e casuale gli permetterà di conoscere la principessa Jasmine, considerata come qualcosa di inarrivabile per lui. Soltanto la tenacia di Aladdin e il sostegno del Genio, del Tappeto e di Abu riusciranno ad annullare questa differenza sociale e a far scappare i due giovani da “quello per cui sono nati”, coronando così la più genuina delle storie d’amore Disney.