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Il corpo della sposa di Michela Occhipinti, prodotto da Vivo film con Rai Cinema, inizierà il suo tour nelle sale italiane sabato 4 maggio 2019, distribuito da Lucky Red.

Presentato con grande successo in anteprima mondiale all’ultima Berlinale e unico titolo italiano in concorso al Tribeca Film FestivalIl corpo della sposa ha la sua anteprima italiana al Bif&st – Bari International Film Festival, venerdì 3 maggio 2019.

Al Tribeca Film Festival di Robert De Niro è stato candidato a 5 premi, per la migliore attrice protagonista, miglior attore protagonista, miglior sceneggiatura, miglior fotografia e migliore qualità narrativa internazionale.

A partire da domani, il film sarà presentato, in presenza della regista, in numerosi cinema.

Qui è possibile consultare il calendario delle proiezioni.

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Ambientato in un’inedita Mauritania, Il corpo della sposa – Flesh out racconta la storia di Verida (l’esordiente Verida Beitta Ahmed Deiche), una ragazza moderna che lavora in un salone di bellezza, frequenta i social network, si diverte con le amiche. Quando la famiglia sceglie per lei un futuro sposo, Verida – come molte sue coetanee – si vede costretta a prendere peso affrontando il “gavage”, per raggiungere l’ideale di bellezza e lo status sociale che la tradizione del suo Paese le impone. Mentre il matrimonio si avvicina a grandi passi, pasto dopo pasto, Verida mette in discussione tutto ciò che ha sempre dato per scontato: i suoi cari, il suo modo di vivere e – non ultimo – il suo stesso corpo.

 

Attraverso la storia di una donna che arriva persino a mettere a rischio la propria salute per soddisfare un canone estetico imposto da altri, Il corpo della sposa, vuole raccontare la complessità del rapporto tra le donne e i loro corpi su una scala molto più ampia. Fino a che punto i modelli sociali, spesso costruiti per soddisfare i desideri maschili, influenzano e condizionano le donne nel mondo? La Mauritania nel film funziona come un “altrove”, in opposizione al mondo da cui provengo e vivo, e tuttavia, nella sua paradossale inversione di una serie di rapporti, si trasforma in uno specchio che mostra il modo distorto in cui il corpo delle donne viene sempre percepito. Michela Occhipinti

Michela Occhipinti è nata a Roma nel 1968. Dopo aver passato parte della sua vita tra Roma, il Marocco, Hong Kong, il Congo e la Svizzera, nel 1991 si trasferisce a Milano e poi a Londra, dove inizia a lavorare nella produzione di documentari e pubblicità. Dal 1995 vive a Roma. Nel 2003 viaggia per un anno in Sud America dove produce e dirige il suo primo documentario, ¡Viva la Pepa! (ridateci la Costituzione). Dal 2005 al 2007 collabora con Raidue, dirigendo alcuni reportage su questioni legate all’immigrazione. Nel 2008 gira Sei Uno Nero, documentario no-profit sull’apertura di una radio per la prevenzione di Aids e malaria in Malawi. Nel 2010 produce e dirige il documentario Lettere dal deserto (elogio della lentezza), presentato in oltre 80 festival in giro per il mondo.

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