Nanni Moretti torna dietro la macchina da presa – dopo Mia Madre e Santiago, Italia – per Tre Piani, il film tratto dal romanzo delle scrittore israeliano Eshkol Nevo, che sarà nelle sale italiane a partire dal 2020 distribuito da 01 Distribution.
Prodotto da Sacher Film e Fandango, con Rai Cinema e Le Pacte, la pellicola sarà distribuita anche in Francia da Le Pacte e nel resto del mondo da The Match Factory.

CINEMA: MORETTI, NON SONO UN SAVONAROLA

Le riprese dureranno ben 16 settimane. Il titolo del film potrebbe essere La nostra strada.

Basato sul romanzo del 2017, il film è stato scritto da Nanni Moretti con Federica Pontremoli e Valia Santella. La fotografia è di Michele D’Attanasio, David di Donatello per Veloce come il vento, autore – tra gli altri – di Lo chiamavano Jeeg Robot e Freaks Out di Gabriele Mainetti e di Capri-Revolution di Mario Martone.

Insieme a Nanni Moretti reciteranno Riccardo Scamarcio, Margherita Buy, Alba Rohrwacher, Adriano GianniniAnna Bonaiuto, Elena Lietti, Denise Tantucci, Alessandro Sperduti, , Paolo Graziosi, Tommaso Ragno, Stefano Dionisi.

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Questa la trama del romanzo:

In Israele, nei pressi di Tel Aviv, si erge una tranquilla palazzina borghese di tre piani. Eppure, dietro quelle porte blindate, la vita non è affatto dello stesso tenore. Al primo piano vive una coppia di giovani genitori, Arnon e Ayelet. Hanno una bambina, Ofri, che occasionalmente affidano alle cure degli anziani vicini in pensione. Ruth e Hermann sono persone educate, giunte in Israele dalla Germania, lui va in giro agghindato in giacca e cravatta, lei insegna pianoforte al conservatorio e usa espressioni come «di grazia». Un giorno Hermann, che da tempo mostra i primi sintomi dell’Alzheimer, «rapisce» Ofri per un pomeriggio, scatenando una furia incontenibile in Arnon, inconsciamente e, dunque, irrimediabilmente convinto che dietro quel gesto, in apparenza dettato dalla malattia, si celi ben altro. Al secondo piano Hani, madre di due bambini e moglie di Assaf, costantemente all’estero per lavoro, combatte una silenziosa battaglia contro la solitudine e lo spettro della follia che, da quando sua madre è stata ricoverata in un ospedale psichiatrico, non smette mai di tormentarla. Un giorno Eviatar, il cognato che non vede da dieci anni, bussa alla sua porta e le chiede di sottrarlo alla caccia di creditori e malintenzionati con cui è finito nei guai. Hani non esita a ospitarlo e a trovare cosi un riparo alla sua solitudine. Salvo poi chiedersi se l’intera vicenda non sia un semplice frutto dell’immaginazione e dei desideri del suo Io. Dovrà, giudice in pensione che vive al terzo piano, avverte l’impellente bisogno di dialogare con il marito defunto e per farlo si serve di una vecchia segreteria telefonica appartenutagli.

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